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Cosa è il dolore? Questa è una delle risposte che ci troviamo a dare quotidianamente ai pazienti del nostro Centro di Fisioterapia a Balduina, perché tutte le patologie hanno a che vedere con questo sintomo e per guarire in fretta è bene essere informati sul fenomeno che ci affligge.

 

 

 

 

 

 

 

Introduzione

 

Nella mia pratica quotidiana presso lo Studio di Fisioterapia a Roma Balduina mi capita spesso di notare che molti pazienti associano alla comparsa di dolore una lesione tissutale, possa essere questa uno strappo muscolare, un’ernia del disco o una frattura. Ma è veramente sempre così? Nel corso di questo articolo faremo un po’ di chiarezza su questo argomento per darti degli strumenti in più ed essere più consapevole della tua condizione e di come puoi contribuire a migliorarla 🙂

 

 

 

 

Cos’ è il DOLORE?

 

La IASP (International Association for the Study of Pain) afferma che il dolore “è un’esperienza spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno“.

 

fisioterapia balduina

 

La cosa interessante di questa definizione è che in poche righe ci dà il quadro completo di tutte le dinamiche che sono alla base delle condizioni dolorose. Ci dice che il dolore è un “esperienza” e quindi è una condizione soggettiva che cambia da individuo a individuo a seconda di ciò che ci aspettiamo di percepire in base alla nostra idea della realtà.

 

Per questo motivo gli studi dell’ effetto placebo attestano che spiegare al paziente quello che stiamo per fare, perché funziona e che tipo di progresso lo porterà ad avere, aiuta il paziente a stare meglio: lo aiuta a creare la previsione di un’esperienza positiva. Ciò non significa non essere etici, ma semplicemente far focalizzare l’attenzione sugli aspetti positivi e quindi sul beneficio che porterà quella determinata tecnica piuttosto che sul rischio che non abbia effetto, sulla percentuale di casi che sono andati a buon fine piuttosto che su quelli che hanno avuto più difficoltà.

 

 

Esiste una classificazione oggettiva e scientifica ?

 

Quando si parla di dolore dunque si parla di soggettività, per questo motivo non esistono scale di valutazione oggettive per poter misurare questa condizione, è impossibile. Una delle scale di valutazione più utilizzate in questo ambito è la VAS (Visual Analogic Scale) una scala visiva analogica che prevede una barra di dieci centimetri. La prima estremità, indicata dal punto 0 corrisponde all’assenza di dolore percepito mentre l’estremità opposta, indicata dal punto 10, indica il massimo dolore che si possa avvertire. Viene chiesto al paziente di indicare lungo la barra il punto che corrisponde al valore percepito.

 

 

Proseguendo nella lettura della definizione di dolore, leggiamo che si tratta di un’esperienza “spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale” quindi significa che non c’è una corrispondenza diretta tra danno al tessuto e dolore, talvolta possiamo avere l’articolazione che ci fa male in perfetto stato, ma la sola previsione che quel tipo di movimento possa metterci in “potenziale” pericolo ci fa avvertire dolore.

 

 

Quindi il dolore cosa è?

 

Si tratta di un meccanismo di difesa del nostro corpo. Difronte alla miriade di stimoli a cui siamo sottoposti infatti, il cervello ha il compito di correggere gli errori di previsione, tramite un sistema di codifica gerarchica. Quando il sistema non riesce ad adattarsi, per tutelarci da eventi dannosi, genera dolore.

 

Purtroppo però a volte i meccanismi di previsione si alterano, influenzati dal contesto, da esperienze negative e da altri fattori, e anche se non si tratta di lesione o di un pericolo imminente si può subire una condizione dolorosa con un movimento normale, come alzarsi dalla sedia o sollevare un braccio, ma che, come suggerisce la definizione, “è descritto in termini di danno”. Quest’ultima affermazione spiega il principio che regola il dolore cronico, in cui il sistema della persona che soffre è “Ipersensitizzato” e quindi ha una minore soglia del dolore.

 

 

  • Che rapporto c’è tra comunicazione e dolore?

 

Questo concetto lo spieghiamo spesso ai nostri pazienti del Centro di Fisioterapia a Balduina e prima di tutto diciamo che occorre distinguere Dolore, inteso come intensità della Spiacevolezza e Nocicezione, considerata come intensità dello stimolo.

 

 

Questi due elementi si attivano in aree diverse:

  • Dolore: corteccia anteriore e l’area limbica
  • Nocicezione: area sensitiva della corteccia controlaterale.

 

 

Attivandosi aree diverse è importante utilizzare un LINGUAGGIO CONSAPEVOLE, ad esempio dire al paziente “questa mobilizzazione fa male”? attiva la corteccia anteriore, mentre rivolgersi ad esso chiedendo ad esempio “quanta pressione avverte”? Attiva corteccia sensitiva controlaterale, che appartiene alla nocicezione.

 

Rivolgersi ad un fisioterapista specializzato nella comunicazione  terapeuta-paziente, è una garanzia in più per il successo terapeutico 😉

 

Dott. Andrea Pettirossi Dottoressa Paola Russo

 

 

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